Borghetto sul Mincio


La magia di un antico borgo di mulini sulle rive del fiume

Immaginatevi un luogo incantato, ricco di storia, dove regna la tranquillità e il rumore più molesto che potete ascoltare è lo starnazzare delle paperette. Immaginatevi un antico borgo di mulini costruito sulle rive di un fiume, con tantissimi fiori colorati e un profumo inebriante che si espande intorno a voi; e come in tutti i luoghi incantati, non può mancare un fresco boschetto che circonda il paesino. Ecco, ora che avete finito di immaginare, prendete la macchina, la bicicletta, il treno o il mezzo che preferite, e visitate Borghetto sul Mincio! 🙂

Panorama sul Mincio da Borghetto

Scorcio incantevole

Siamo al confine tra il Veneto e la Lombardia, e per l’esattezza ci troviamo nel comune di Valeggio sul Mincio, di cui Borghetto è una frazione. Questo piccolo borgo fortificato ha origini antiche: questa zona, nel Medioevo, era infatti territorio di confine ed era costante oggetto delle mire di varie signorie (Milano, Mantova, Verona) in quanto ci troviamo nei pressi di uno dei più comodi e più sicuri guadi del fiume Mincio.

Le origini di Borghetto risalgono addirittura all’epoca longobarda, benché questo guado fosse noto anche agli antichi romani. Camminando per le stradine del borgo, uno degli edifici più importanti che troviamo è la Curtis Regia che, come ci indica la targa su una delle pareti, è una costruzione risalente al settimo secolo dopo Cristo, che aveva funzioni di difesa e di controllo (qui infatti aveva la sede un gabelliere che riscuoteva le tasse per l’attraversamento del fiume), e che rappresenta il primo nucleo dell’abitato di Borghetto. L’edificio ha subito però notevoli rimaneggiamenti nel corso dei secoli.

Un antico vicolo a Borghetto con una delle porte di accesso al borgo

Un antico vicolo a Borghetto con una delle porte di accesso al borgo

Alla storia medievale ci rimanda una delle prime costruzioni che osserviamo arrivati nel paese: il ponte visconteo, un imponente ponte-diga compreso tra due rocche oggi in rovina ma comunque ancora molto suggestive. Fu costruito dal signore di Milano Gian Galeazzo Visconti dopo la conquista di Verona (la cui indipendenza terminò con la caduta degli Scaligeri nel 1387, proprio per mano di Visconti e dei milanesi): siamo tra il 1393 e il 1395. Questa particolare costruzione, che ancora oggi funge da ponte sul Mincio, aveva probabilmente sia funzioni difensive (dopo la conquista di Verona, questa diventò zona di confine tra Milano e Mantova) che pratiche, ovvero era stata realizzata con l’intento di deviare le acque del Mincio in modo che lasciassero “all’asciutto” le campagne mantovane (cosa che però non riuscì). Il ponte fu raccordato al sistema del Serraglio, di cui avevamo parlato nel nostro post dedicato al Castello Scaligero di Villafranca di Verona: era una lunga muraglia, costellata di fortificazioni, che aveva lo scopo di difendere il confine meridionale della signoria scaligera.

Dopo che la zona passò sotto il definitivo controllo della Repubblica di Venezia, e Borghetto non ebbe più ruoli strategici, il borgo diventò un centro agricolo di notevole importanza e fecero la loro comparsa i numerosi mulini che lo caratterizzano ancora oggi: questi sono azionati dalle acque del Mincio che, entrando a Borghetto, si fa particolarmente impetuoso, e quindi adatto a far girare le ruote! I mulini servivano per la molitura del grano (ovvero per macinarlo in modo da ottenere la farina) e per la pilatura del riso, cioè l’operazione attraverso la quale vengono rimossi i rivestimenti dei chicchi. I mulini sono stati in funzione fino al Novecento inoltrato: venuta meno la loro necessità a seguito dell’avvento della produzione industriale, i mulini sono stati trasformati in attività commerciali, e oggi nei loro locali potete trovarci piccoli alberghi, caratteristici ristorantini, oppure negozi di artigianato e gustosissimi prodotti locali. Ed è proprio questa la magia del paesino: vedere come piccole attività siano nate nei luoghi produttivi di una volta, continuando le tradizioni del passato.

Vista del ponte Visconteo

Nei pressi del piccolo ponte che attraversa il fiume all’interno dell’abitato, troviamo la chiesa parrocchiale, dedicata a san Marco: si presenta con una sobria facciata neoclassica, interamente bianca, con un campanile ricavato da un’antica torre di guardia scaligera, e che conserva una campana datata 1381. Su uno dei muri che chiudono la piazzetta della chiesa, abbiamo una serie di lapidi che ricordano eventi della storia più recente di Borghetto, come la battaglia tra Napoleone e gli austriaci del 30 maggio del 1796 combattuta nei pressi del ponte visconteo, il passaggio di Vittorio Emanuele II del 30 maggio del 1848 (proprio a Borghetto il re avrebbe appreso l’esito della battaglia di Curtatone e Montanara), il passaggio dell’esercito austriaco il 24 giugno del 1859 dopo le sconfitte a San Martino e Solferino. Prima di attraversare il ponte, possiamo poi soffermarci per un attimo a vedere la statua di san Giovanni Nepomuceno, santo patroni di ponti e fiumi.

Il ponte, in legno, è davvero incantevole: numerosi vasi di gerani lo colorano da una parte e dall’altra; sembra veramente tutto magico! Il posticino perfetto per gli innamorati! Lo circonda un delizioso panorama: da un lato vediamo la più grande delle due rocche del ponte visconteo e la Curtis Regia, che si trova sul lato opposto rispetto a quello da cui arriviamo. Dall’altro lato, le rive del Mincio rigogliose di vegetazione e le ultime propaggini della collina che separa Borghetto da Valeggio. Attraverso la parte del borgo costruita sulla riva destra del fiume, possiamo arrivare fin sotto alle rovine del ponte visconteo, sopra il quale oggi passa una strada.

E così, girando tra antichi mulini, edifici in pietra e vive e suggestive testimonianze di una storia secolare, è arrivato il momento di lasciare Borghetto. Il luogo ideale per chiunque ami la tranquillità e il silenzio, le passeggiate romantiche in riva al fiume, fermandosi di tanto in tanto a osservare le tantissime paperelle che scivolano leggere sull’acqua, la calma di un borgo dove il tempo sembra davvero essersi fermato: siamo certi che se anche voi amate tutto questo, vi sarà venuta voglia di visitarlo 🙂

articolo originale su: www.finestresullarte.info